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Ki Aikido Thiene

Ricominciare a muoversi dopo i quaranta, senza palestra e senza gare

Hai smesso di fare sport parecchio tempo fa. Ogni tanto ci pensi, magari dopo una rampa di scale fatta col fiatone, o dopo una visita in cui il medico ti ha detto che bisognerebbe muoversi un po’ di più. Poi guardi le possibilità e ti passa: la palestra con gli specchi e la musica alta, il corso dove sono tutti vent’anni più giovani, la corsa che dopo due uscite ti lascia il ginocchio gonfio.

Questa pagina è per te, e parte da una constatazione: il problema non è la motivazione, è che quasi tutto quello che ti viene proposto è pensato per un corpo che non è il tuo.

Le due obiezioni vere

“Sono troppo fuori allenamento per cominciare.” È l’obiezione che sentiamo più spesso, e nasce da un equivoco: che esista un livello minimo da raggiungere prima di potersi presentare. Qui non c’è, e non per gentilezza: non essendoci gare, non c’è nessun confronto da reggere. Nessuno misura quanto sei veloce, quanto sollevi, quanti minuti resisti. Si lavora sul come ti muovi, e quello si può cominciare a qualunque livello di forma.

“Alla mia età mi faccio male.” Ragionevole, e va risposta con precisione invece che con rassicurazioni. Nel Ki Aikido non ci sono colpi da incassare e non c’è nessuno che cerca di metterti sotto: si lavora sempre in due, ma insieme, non uno contro l’altro. La parte che richiede attenzione è imparare a cadere, ed è anche la prima cosa che si insegna: si comincia da terra o da altezze bassissime, e si alza il livello quando il corpo ha imparato il movimento, non quando lo prevede un calendario.

C’è poi una cosa che vale la pena dire chiara: saper cadere è la competenza più utile che un adulto possa portarsi a casa da una palestra. Sul ghiaccio, da una scala, da una bicicletta, dopo i cinquanta, la differenza fra un livido e una frattura sta spesso lì.

Cosa si fa, in concreto, una sera qualsiasi

Si comincia da fermi. Esercizi di postura e di respirazione, in piedi, senza saltare e senza affanno: servono a rimettere insieme la testa e il corpo dopo una giornata di lavoro. Chi arriva teso, dopo venti minuti si accorge di avere le spalle più basse.

Poi si lavora in coppia. Uno porta un attacco, di solito una presa al polso, l’altro non si oppone: si sposta, gira, e riporta la situazione in equilibrio. Poi ci si scambia. Non c’è nessuno da battere, non c’è un punteggio, non c’è un tempo da rispettare.

Non si suda come in una lezione di spinning e non è questo lo scopo: la fatica non è la misura di quanto stai lavorando bene. Quello che si allena è la postura, l’equilibrio, la capacità di non irrigidirsi quando qualcosa ti arriva addosso. E quella capacità, a differenza della forza, non cala con gli anni: migliora.

Chi trovi sul tatami

Questo è il punto che convince più di ogni spiegazione. Nel dojo praticano insieme persone dai quindici ai settanta e passa anni, senza corsi separati per età o per livello. Non è una scelta di comodo, è come funziona la disciplina: chi ha più esperienza pratica con chi ha appena cominciato, perché è il modo in cui si impara.

Vuol dire che non c’è un gruppo di riferimento in cui devi incastrarti, e che nessuno ti guarda mentre arranchi dietro agli altri. Se hai smesso di fare sport nel 2005, qui dentro non sei un caso strano: sei la normalità.

E se il medico ti ha detto di stare attento

Allora la prima cosa da fare non è iscriversi, è parlarne con lui, soprattutto se ci sono problemi alla schiena, alle spalle, alle ginocchia o di pressione. Non perché l’Aikido sia rischioso, ma perché è l’accortezza che vale per qualunque attività nuova dopo una certa età.

Portaci quello che ti ha detto: la pratica si adatta. Chi non può fare certe cadute fa altro, e non resta seduto a guardare.

C’è anche una strada senza la parte marziale

Se quello che cerchi è il movimento e non l’arte marziale, al dojo c’è il Kenko Taiso, il venerdì dalle 14 alle 15: esercizi di postura, respirazione e mobilità, senza tecniche, senza cadute e senza lavoro in coppia. È pensato soprattutto per chi ha qualche anno in più e vuole muoversi in modo ragionato.

Come si prova

Non serve iscriversi prima, non serve comprare niente, non serve prenotare. Vieni con una tuta e un paio di calzini puliti, il martedì o il venerdì alle 20:15. Puoi restare a bordo tatami a guardare tutta la lezione, se preferisci cominciare da lì: è una scelta legittima e la fa più gente di quanto immagini.

  • Dove: Palestra AS Centro Sport, via degli Abruzzi 52, Thiene
  • Quando: martedì e venerdì, dalle 20:15 alle 21:45
  • Chi insegna: Roberto Dalla Valle, 5° dan, con Liliana Piccin e Jonnes Zaltron
  • Quanto costa provare: niente, la prova è gratuita
  • Informazioni: thiene@ki-aikido.it

→ Come funziona la lezione di prova

Domande frequenti

A quarant’anni o cinquanta è tardi per cominciare un’arte marziale?

No, e nel caso dell’Aikido è l’età in cui arrivano più persone. Non essendoci gare non c’è un livello da reggere, e la pratica si basa su postura, equilibrio e rilassamento, che si possono allenare a qualunque età. Nel dojo di Thiene praticano insieme persone dai quindici ai settanta e passa anni.

Devo essere allenato prima di presentarmi?

No. Non c’è un livello minimo perché non c’è nessun confronto da vincere: si lavora sul modo di muoversi, e quello si comincia da dove si è. Chi è fuori allenamento impara comunque, con qualche pausa in più.

Si rischia di farsi male?

L’unica parte che richiede attenzione è la caduta, ed è la prima cosa che si insegna, partendo da terra o da altezze molto basse. Non ci sono colpi da incassare e non si pratica uno contro l’altro. Se hai problemi alla schiena, alle spalle, alle ginocchia o di pressione, parlane prima con il tuo medico, come faresti per qualsiasi attività nuova.

C’è qualcosa di più tranquillo dell’Aikido?

Sì, il Kenko Taiso: esercizi di postura, respirazione e mobilità senza tecniche, senza cadute e senza lavoro in coppia, il venerdì dalle 14 alle 15 nella stessa palestra.

Autore: Roberto Dalla Valle